Storie vere che hanno ispirato film horror.


Randomly cute / sabato, ottobre 21st, 2017

Una volta finito di guardare un film horror ci tranquillizziamo pensando che quelle sono soltanto storie inventate. Ma se così non fosse? Eccovi infatti alcuni film horror basati su fatti realmente accaduti.

Il primo film è un cult nella storia dei film horror: L’esorcista.

Pare infatti che il celebre film rappresenti la storia di Roland Doe, un ragazzino sul quale venne praticato un esorcismo nel 1949. La storia di Roland inizia con la zia Harriet che lo avvicina al mondo dell’occulto attraverso una tavola Ouija. Da questo momento strani fenomeni, come lo spostamento dei mobili o il rumore di unghie che grattano all’interno dei muri, iniziano a manifestarsi in casa. A questo punto i genitori chiesero ad alcuni sacerdoti gesuiti di esorcizzare il ragazzo e tra questi sacerdoti, Padre Bowder, iniziò un diario nel quale descriveva gli incontri con il ragazzo. In alcuni punti del diario si racconta pure che strani segni o sagome demoniache apparvero sul corpo di Roland. In un primo momento, l’esorcismo fu considerato fallimentare, ma il possesso finalmente si concluse quando, durante la sessione finale il giovane ragazzo improvvisamente gridò: “Satana! Io sono San Michele! Ti ordino di lasciare questo corpo ora!”

 

 

Gli analisti del caso di Roland Doe negli anni successivi iniziarono a credere che probabilmente soffriva di un problema di salute mentale come la schizofrenia o la sindrome di Tourette, poco conosciuta negli anni ’40.

Il secondo film horror che prende ispirazione da una storia vera è: La ragazza della porta accanto.

La storia di cui parliamo è basata su fatti di cronaca raccapriccianti, infatti è la storia di Sylvia Likens, una ragazza, che dopo essere stata affidata dai genitori alla madre di un’amica, viene torturata e uccisa. La ragazza viene infatti mandata a vivere a casa di Gertrude Baniszewski, alla quale vengono dati 20$ la settimana per badare a Sylvia ed alla sorella. Gertrude, una donna profondamente depressa a causa delle sue relazioni fallimentari cominciò a picchiare le due bambine, inizialmente a causa dei ritardi nel pagamento, successivamente come valvola di sfogo per le sue frustrazioni. Anche una delle figlie di Gertrude iniziò a picchiare Sylvia, accusandola di essere rimasta incinta e di aver messo in giro false voci sulla loro famiglia. Le torture che le venivano inflitte consistevano nel farle togliere i vestiti, farle mangiare escrementi umani e appenderla al soffitto con delle corde. Tra le altre cose, le spegnevano le sigarette addosso e la marchiavano con ferri roventi. In alcune occasioni abusarono sessualmente di lei utilizzando delle bottiglie.

Le due ragazze riuscirono a mettersi in contatto con la sorella maggiore, che però ignorò le loro richieste di aiuto. Il 25 ottobre 1965, il giorno prima della sua morte, Sylvia tenta di scappare, ma viene catturata proprio mentre sta per raggiungere la porta principale, viene quindi relegata di nuovo in cantina e il giorno seguente, dopo botte, bruciature e scottature con acqua bollente, Sylvia muore di emorragia cerebrale, shock e malnutrizione. Gertrude chiama la polizia e consegna loro una lettera che aveva fatto scrivere a Sylvia qualche giorno prima. Nella lettera, indirizzata ai genitori, Sylvia raccontava di come aveva accettato delle prestazioni sessuali di alcuni ragazzi in cambio di denaro e di come poi questi l’avessero sequestrata e torturata. La sorella di Sylvia chiese però di essere portata via in cambio di una confessione. Nel 1966 Gertrude venne condannata per omicidio di primo grado salvandosi però dalla pena capitale e venendo condannata all’ergastolo.

Infine un altro film horror basato su fatti realmente accaduti è Annabelle.

La storia ha inizio nel 1970, quando la madre di Donna, una studentessa laureanda in scienze infermieristiche, le dona una bambola da portare nel nuovo appartamento, nel quale vive con la collega Angie. Dopo poco tempo le ragazze notano dei cambiamenti nella posizione della bambola, e delle volte la ritrovano in una stanza diversa da quella nella quale l’hanno lasciata. Con il passare del tempo la bambola inizia addirittura a lasciare messaggi scritti, come “Help Us”.

Inizia a frequentare la casa anche Lou, un amico delle due ragazze, che a differenza loro ritiene che la bambola sia pericolosa e occorra fare qualcosa a riguardo.

Una sera donna, avvicinandosi alla bambola, trova delle gocce di sangue sul dorso e sulle mani della stessa, e spaventata decide di rivolgersi ad un medium. Quest’ultimo dice loro che lo spirito nella bambola è di una bambina di nome Annabelle e le ragazze, pensando che fosso solo in cerca di affetto, decidono comunque di tenere con sé la bambola. Dopo un po’ di tempo, Lou viene aggredito dalla bambola, così i ragazzi decidono di chiedere aiuto a Padre Cooke della Chiesa Episcopale. È proprio Padre Cooke che, dopo aver sentito i racconti dei ragazzi ed aver consultato le alte sfere della Chiesa, contatta i coniugi Warren. Ed e Lorraine Warren spiegano a Donna, Angie e Lou che la bambola è in realtà manipolata da uno spirito maligno, che cerca soltanto il modo di impossessarsi di uno dei ragazzi. Preoccupati, Ed e Lorraine chiamano un esorcista cattolico, che però non sembra prendere sul serio la situazione. Padre Bradford, l’esorcista, prende la bambola e le dice “tu sei solo una bambola di pezza, non puoi far male a nessuno”. Poco dopo aver lasciato la casa ha però un incidente stradale. Dopo questo evento Ed e Lorraine Warren decidono di mettere Annabelle in un’apposita teca nel loro museo. Lì dentro la bambola Annabelle sembra non muoversi più, ma viene ritenuta responsabile di un altro tragico incidente. Durante la visita di una giovane coppia al Warren Occult Museum, il ragazzo inizia a picchiettare sul vetro deridendo la bambola. Durante il viaggio di ritorno, la coppia rimane vittima di un gravissimo incidente: la moto sulla quale viaggiano si schianta contro un albero. Lui muore sul colpo, mentre la ragazza sopravvive quasi miracolosamente. È lei a raccontare -dopo un anno di convalescenza- che pochi attimi prima di perdere il controllo del veicolo i due stavano scherzando proprio su Annabelle.

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