Halloween è anche italiano?


Randomly cute / mercoledì, ottobre 25th, 2017

Sapevate che in Italia esistono tradizioni molto antiche e ricollegabili ad Halloween? Nel nostro Paese abbiamo infatti delle festività e ricorrenze molto simili alla notte anglosassone, questa è quindi una lista di piccole curiosità per tutti gli amanti della festa. Quando vi dicono che non dovremmo festeggiare Halloween in Italia perché festa straniera lanciategli in faccia questo articolo, perché nonostante le ricorrenze non siano il 31 ottobre le nostre tradizioni non sono meno macabre di Halloween!

Serra san Bruno, in Calabria, si celebra il Coccalu di muortu,  durante si intagliano zucche con sembianze di teschio e si vaga per la località dicendo a chi si incontra Mi lo pagati lo coccalu? (Me lo paghi il teschio?).

In Puglia ci sono un sacco di attività nelle varie città della regione, a Orsara di Puglia si celebra per esempio il Fucacoste, “Fuoco fianco a fianco” nella notte tra il primo e il 2 Novembre. Durante la celebrazione si accendono dei falò davanti alle abitazioni in modo da illuminare la strada di casa ai cari defunti e farli tornare alle loro origini. Sulla brace dei fuochi viene cotta della carne che viene mangiata da tutta la famiglia e offerta ai passanti, mentre durante la giornata del primo Novembre si intagliano delle zucche chiamate cocce priatorie, ovvero teste del Purgatorio.

A San Nicandro Garganico (prov. Foggia) durante il primo Novembre i bambini vanno di porta in porta a chiedere un’offerta, recitando la frase damm l’anma i mort, ca snnò t sfasc la porta (dammi l’anima dei morti altrimenti ti butto giù la porta). Un dolcetto o scherzetto italico!

Per concludere con la regione, a Massafra in provincia di Taranto gli anziani sono soliti raccontare che durante la notte dei morti le aneme du priatorie (anime del purgatorio) lasciano la loro tomba per vagare in processione per le strade del centro storico del paese, utilizzando il pollice come candela. Durante l’epifania le anime si riaddormentano nel loro sonno (non tanto) eterno.

In Friuli e in Veneto si intagliano le zucche (lumère, suche barruche o suche dei morti)  con fattezze che ricordano i teschi. La tradizione vuole inoltre che nella notte del due Novembre (il giorno dei morti per noi italiani) i morti si svegliassero e vagassero in processione e che gli animali potessero acquisire la capacità di parlare.

La Sardegna è forse la regione in cui il culto dei morti è più sentito in assoluto, i bambini vanno infatti di casa in casa a chiedere di fare bene per le anime dei defunti e chiedendo dei doni intonando la frase mi ddas fait is animeddas? (mi fa le piccole anime?). Gli stessi bambini si presentano ai padroni di casa come sos chi toccana, quelli che bussano.

A Reggio Emilia Halloween si festeggia mangiando dolci chiamati favette, in quanto si pensa che essi portino un richiamo ai cari defunti e che questi rispondano ai familiari in vita proteggendoli dal freddo dell’inverno.

Infine, in provincia di Pescara i bambini bussano alle porte portando in mano delle zucche intagliate; alla domanda “chi è?” essi rispondono l’anime delle morte (le anime dei morti).

Siete ancora sicuri che le usanze legate ai morti non ci appartengano così tanto? Halloween è solo la punta dell’iceberg, l’Italia ha una tradizione forte legata al culto dei defunti e come si può ben vedere di essi non si ha paura, anzi si aspettano con molta ansia.

La vostra località ha delle tradizioni similari ad Halloween? Fatecele sapere e il prossimo anno saranno inserite in un nuovo articolo.

Fonte: pagina wikipedia di Halloween.

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